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La conchiglia Cardium
Una lunga spiaggia a dune caratterizza la lingua di terra di Capo Peloro che si protende naturalmente verso la costa calabrese.
Nella zona prospiciente il mare, particolarmente popolata nei mesi estivi e animata da affollatissimi lidi, si trovano interessanti esemplari di conchiglia Cardium Pelorias . Di grandi e piccole dimensioni, ha la forma a cuore, le striature a ventaglio e un colore che varia dall'arancio al rossiccio.
Questa conchiglia, probabilmente gettata sulla spiaggia di Punta Faro dalla furia del mare, dalla fase zanclea a quella messenia di tardo V a C., comparve su alcune monete della città, a simboleggiare amore, rinascita e vita. La conchiglia, da sempre uno dei simboli più diffusi nella cultura mediterranea, raffigurazione tra l'altro di sessualità e della dea Afrodite, per la città di Zancle servì ad evocare l'elemento acquatico e i fondali dello Stretto, insieme al delfino.
Ma le spiagge di Capo Peloro, oltre che di conchiglie, abbondano anche di vegetazione psammofila tipica delle spiagge litorali, di violacciocca situata (Mathiola situata), di gramigna delle spiagge (Agrophon jnuceum), di sigolo delle spiagge, di giglio marino e di calcatreppola marittima. E tra le dune sabbiose si trova anche una specialità vegetale unica in tutta la penisola italiana. Si tratta del panico di teneriffa inserita fin dal 1992 nella Lista rossa delle piante d'Italia tra le specie minacciate d'estinzione. Presente anche la camomilla pellegrina (Anthemis tormentosa) e il fiordaliso cicalino (Centaurea deusta), endemismo presente solo nelle aree dunali di Ganzirri e Punta Faro e anch'esso ritenuto a rischio di estinzione.
Tra le specie di minore importanza abbiamo il sugamelo (Oxalis pes-caprae) il ricino (Rictus communis), la gramignia (Conydon dactylon) e varie specie di trifoglio (Trifoulim).
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